Rififi

Io mi adatto alle cose malmesse. Intendo dire che non mi piace metter ordine alle cose. Se qualcosa non è a posto di fronte a me, io non la metto a posto. Mi metto a posto io.

Licenza Creative Commons

Eccomi


lil_v


Feaci poesia; Mario Pandiani; ContreJour


target

Utente: toporififi
Nome: mario pandiani

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

sabato, 08 novembre 2008
A CHANGE IS GONNA COME

La strada dell'emancipazione, lo sappiamo, è costellata di lapidi.
Su alcune di queste il tempo e l'oblio hanno quasi cancellato il nome, quella di cui voglio parlarvi oggi è quella del piccolo Baby Huey.
La scena di Chicago lo vide con la sua band, i Babysitters, innestare sulla musica soul funk una psichedelia formidabile. 
James Ramey, si presentò subito come un ossimoro vivente, la sua stazza, 160 kg, che arrivò verso la fine a 180, gli dava una presenza scenica unica, e il nome d'arte che si trovò è quello di un personaggio dei cartoni animati, un papero infante ciccione.


huey
Durante i concerti prese a raccontare di se con una pronuncia ritmica che, benchè sia patrimonio del blues fin dalle origini, anticipò, per la verve travolgente, la cifra dell'Hip hop.
Questo suo peculiare rap lo chiamarono Ramey's rymes.

Due personaggi leggendari raccolsero il suo talento; Donny Hataway e Curtis Mayfield, che lo trascinarono a forza nelle sale di registrazione della Curtom Records di Mayfield, dove incise poche straordinarie gemme, fra cui "Mighty Mighty Children", che Mayfield stesso scrisse appositamente per lui e che, unico pezzo live del disco, testimonia di quella realtà come la poterono ascoltare a Chicago tra il '63 e il '70.



Il 1970 fu un anno prodigo, di dischi e di lapidi, così il suo unico straordinario album usci postumo.
Non è gratis, infatti, che un'anima canta da un sepolcro di carne così pesante, dalla discriminazione razziale e dalla derisione dei compagni di scuola; fu il dolore a colorare la sua voce, voce che la gente era abituata a sentire da idoli erotici come Marvin Gaye o Otis Redding, voce che usciva da una creatura goffa e strana.
Nelle lotte contro la segregazione razziale abbiamo visto campioni umani la cui figura ricordiamo anche per la bellezza fisica, uno dei motti delle Black Panthers era "Noi neri siamo belli", Angela Davis, Malcom X, gli atleti di Città del Messico, fino a oggi che abbiamo un presidente degli Stati Uniti bello giovane e abbronzato.
In generale associamo questo tratto superiore della gente di colore a chi ne ha rivendicato la libertà e l'uguaglianza, nella musica questo fatto è anche più sensibile.
Baby Huey non se la passava proprio bene e l'eroina, questo controllore sociale, si impossessò di lui, e, come spesso succede, togliendogli la vita gli lasciò in cambio quella particolare e inimitabile tonalità di amaro che ha colorato le migliori voci del XX secolo.
Così dopo Jimi Hendrix, a settembre e Janis Joplin in ottobre, l'autunno del 1970 si prese Baby Huey, nella stanza da bagno di un motel, a Richmond nell'Indiana dove era nato 26 anni prima.

Album_cover_james_ramey


Baby Huey and the Babysitters - A Change Is Gonna Come (Sam Cooke)

Postato da: toporififi a novembre 08, 2008 16:37 | link | commenti (5) |


Commenti
#1   09 Novembre 2008 - 15:40
 
Con tutta la marmellata in rete sull'evento epocale americano, questo è il migliore, assolutamente il miglior post che io abbia lette e che potrò mai leggere sull'argomento.
Jan
utente anonimo

#2   09 Novembre 2008 - 19:31
 
Grazie Jan, bisogna sempre guardare sotto i tappeti della storia quando succede qualcosa di importante, gli scarti parlano.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente toporififi

#3   10 Novembre 2008 - 22:48
 
Una storia che non conoscevo. E dire che di musica ne ho ascoltata. Grazie per averla scritta. Ti inserisco nel mio blogroll.
Ciao, Lucien
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente zampot

#4   11 Novembre 2008 - 01:41
 
Uno che ha come avatar Big Lebowsky sarà sempre il benvenuto qui da me, verrò a trovarti presto Lucien.
Ti chiami come il mio sax soprano.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente toporififi

#5   11 Novembre 2008 - 18:12
 
è l'editoriale di splinder! tu non scrivi suoni la cornetta! ciao con affetto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Dawidh

Commenti

Heracleum blog & web tools

Ultimi Commenti

toporififi in Thriller
akacimea in Thriller
piccic in Metà Quaresima
toporififi in Thriller
toporififi in Metà Quaresima
piccic in Metà Quaresima
cinas in Metà Quaresima
toporififi in Metà Quaresima
piccic in Metà Quaresima
saonda in Thriller

Archivio

oggi
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004

blues
cinema
jazz
poesia
sangue

Foto Recenti