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martedì, 11 novembre 2008
L'occhiale malinconico

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L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder






Morti, sono circondato di morti, on couche toujour avec les morts, on couche toujour avec les morts...

sono così tanti che non ho tempo di salutarli quando muoiono.
Oggi Roberto Saviano ha scritto un articolo ricordando Miriam Makeba, e riporta queste parole; il blues è quello che i negri hanno sempre avuto al posto della libertà.
Tutti noi abbiamo anche la morte al posto della libertà, noi che ad un certo punto della nostra vita ci abbiamo flirtato con la morte, sarà per questo che oggi mi sento il becchino di splinder, per quello che i preti cattolici chiamano: la vocazione, perchè mi trovo meglio a parlare coi morti che coi vivi.
Miriam Makeba è morta come ogni artista vorrebbe morire, cantando, ieri invece c'è stato il recital di Liza Minnelli a Torino, Francesco, mio fratello di sax, è stato a sentirla, mi ha raccontato dell'eccezionale performance, dell'energia e del cuore di quella donna.
Dopo lo show, come sempre, ha raggiunto il backstage per salutarla e farsi firmare un disco.
Quando l'ha vista uscire, però; ho visto la disperazione, mi ha detto, uno scricciolo di donna impaurita, che cercava protezione dall'assalto di beceri collezionisti di celebrità, ho visto quegli occhi che illuminavano la platea, contratti, come se volessero chiudersi sul mondo, ero stato in un sogno e adesso mi risvegliavo al dolore, così mi ha detto.
Ho pensato subito a Edith Piaf, stesso modo di morire mille volte, ogni volta che il sipario cala, di vivere nella morte e di trovare due ore di vita splendente nei recital.
Quando compro "Musica Jazz" la prima cosa che vado a guardare è chi è morto, dovrò scrivere un post, penso, sono circondato da morti e non riesco a seppellirli tutti, a recitare il Trisaghion sulla tomba di tutti, a salutarli, e sempre nuovi se ne aggiungono.

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


(Elio e le storie tese, Li Immortacci)

Postato da: toporififi a novembre 11, 2008 22:06 | link | commenti (6) |


Commenti
#1   15 Novembre 2008 - 18:27
 
Una delle mie canzoni preferite di Elio. Geniale! Sia il tetso che la musica.
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#2   18 Novembre 2008 - 10:52
 
è la tua camera verde, no? come già si disse... quindi è la bellezza della pena, ricordare... bello anche il titolo ceronettiano, l'occhiale malinconico...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Dawidh

#3   18 Novembre 2008 - 15:24
 
Grazie.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente arden

#4   18 Novembre 2008 - 21:28
 
Grazie a te Anna.

Oh Dawid, se non ci fosse Elio mi immalincolirei troppo, è che sono un dislessico del presente, della vita.

Ciao Lucien, io non frequento molto quel tipo di musica, ma Elio sembra avere una risposta a tutto.
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#5   22 Novembre 2008 - 08:13
 
Sai, anch'io mi sento circondata dai morti (magari meno famosi, ma non per questo meno importanti) e dalla morte. Come giustamente dici tu, è una vocazione, ma di certo non una bella compagnia. Almeno per me... anzi, a dirla tutta, proprio non ce la faccio più: non riesco neppure più a piangere.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lapardaflora

#6   23 Novembre 2008 - 00:06
 
Nostra sorella morte corporale, è un aspetto della vita, ha umori suoi appropriati cui non dobbiamo sfuggire, come, prima o dopo, non sfuggiremo a lei.
Ciao Flora, grazie di essere passata.
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